Al FilmFest la “scomoda verità” sulla crisi idrica del lago di Bracciano

Luciana Capretti e Mattia Azzella durante il dibattito

L’acqua del lago di Bracciano ha raggiunto il livello più basso nella storia degli ultimi cento anni. Si è parlato di questo nella terza giornata del Trevignano FilmFest: di un ecosistema che ha perso il suo equilibrio e non sappiamo tra quanto ne troverà uno nuovo.  E a chiarire di chi sia la colpa, ci ha pensato Claudia Maciucchi, sindaco di Trevignano: i prelievi abusivi effettati da aziende agricole, sono pochissimi e hanno un impatto minimo, ha detto. La responsabilità è invece di Acea che, secondo la convenzione stipulata nel 1990, avrebbe dovuto smettere di captare l’acqua quando il livello del lago si fosse abbassato oltre il metro e 60 (oggi siamo quasi a meno due metri). Inoltre, le condotte avrebbero dovuto alimentare solo l’area metropolitana di Roma e non anche di altri settantaquattro comuni limitrofi.

Sul palco, nel dibattito moderato da Luciana Capretti, Mattia Azzella, ecologo, docente e studioso di laghi vulcanici, ha commentato la proiezione del documentario Una scomoda verità 2 (An Inconvenient Sequel: Truth to Power), presentato in anteprima nazionale dal nostro FilmFest: “Noi cittadini dobbiamo impegnarci a non chiudere gli occhi e pretendere sempre quello che dice Al Gore alla fine del suo documentario, ovvero essere consapevoli del fatto che, quando un politico si presenta di fronte a noi e non discute del problema ambientale, non dobbiamo accordargli il voto. Nel contempo, quando un politico affronta tale questione, non deve usarla come uno specchietto per le allodole, come sta facendo in questo momento la municipalità di Roma, che imputa i recenti problemi al cambiamento climatico senza prospettare piani di azione concreti”.

Il documentario proiettato al pubblico del Cinema Palma, esce undici anni dopo An Incovenient Truth., L’ex vicepresidente americano torna a riflettere sul tema del riscaldamento globale e sulle sfide da affrontare a livello ambientale nell’era della presidenza Trump.  Il suo messaggio appare chiaro a Raniero Maggini, presidente WWF Roma. “Tutte le situazioni critiche necessitano di piccoli passi. Per invertire la rotta c’è bisogno di continuità nell’educazione ambientale delle nuove e delle vecchie generazioni, e di consapevolezza per compiere le giuste scelte”. Allo stato dei fatti, l’Italia è l’unico paese europeo a mancare di una politica e di una cultura ambientale: “Nel nostro Paese è l’Europa che ci detta interame le politiche in materia – ha precisato Mattia Azzella -: tuttavia, pur recependo le direttive europee, non ne abbiamo contezza. Il testo unico dell’ambiente – Dlgs n. 152/2006 – è una legge bellissima, ma il problema è che non la conosce nessuno, e inoltre, se viene disattesa, gli stessi procuratori non muovono un dito”,

A seguire, gli spettatori del festival hanno potuto brindare e gustare una spaghettata nel ristorante “Al Capannone”, intrattenuti dalla musica vibrante della “The Scoop Jazz Band”. Tra le altre proiezioni della terza giornata del Trevignano FilmFest, quella di Ex Machina del regista inglese Alex Garland, e del film Al di là delle montagne del cinese Jia Zhangke.

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