Adesso il FilmFest riesce a fare sala piena anche il giovedì

Sala piena, a dispetto del giovedì, serata non facile, e della pioggia. E’ cominciata bene la settima edizione del Trevignano FilmFest, dedicata quest’anno al viaggio. Il film di apertura, “Cercando Camille”, racconta di un anziano, illustre inviato di guerra malato di Alzheimer e ossessionato dai ricordi, e della figlia che lo riporta in Bosnia, dove ha lavorato e patito a lungo, nel tentativo di farlo tornare in sé. Un’opera di una regista svizzera, Bindu De Stoppani: metà delle pellicole presentate nell’edizione 2018 del Filmfest sono stati girati da registe donne.

Due viaggi in uno, in “Cercando Camille”: quello dei due sullo scassato pullmino Volkswagen che per anni era stato casa e ufficio del giornalista, e quello della mente che abbandona il corpo un pezzetto alla volta. Ne hanno parlato in sala, con il direttore artistico Fabio Ferzetti, i protagonisti Anna Ferzetti e Luigi Diberti. A entrambi, hanno raccontato, è capitato di girare il film in un momento particolare della propria vita, pochissimo tempo dopo la morte di persone a loro care.

Andrea Garibaldi, che la guerra civile jugoslava l’ha seguita come inviato del Messaggero, ha notato un dettaglio che probabilmente è una citazione: il terzo protagonista è un suonatore di violoncello, come Vedran Smailovic, primo violoncellista dell’orchestra municipale di Sarajevo. Quando seppe che una granata aveva ucciso 22 innocenti in fila per il pane al mercato cittadino, scese in strada con il suo strumento a suonare l’”Adagio” di Albinoni. E continuò per 22 giorni, sfidando bombe e cecchini.

Oggi l’inaugurazione ufficiale del Filmfest, con la proiezione del documentario storico “Haiku on a Plum Tree”, a cui sarà presente la regista Mujah Maraini-Melehi, un concerto in piazza dei Fireplaces con un rinfresco offerto agli spettatori, e “Charley Thompson” di Andrew Haigh.

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