La provocazione di Roberto Vacca: “Il clima dipende dagli astri non da noi”

The Fireplaces scatenati sulla piazzatta del Cinema Palma

“L’accordo di Parigi sul clima? Non serve a nulla. Il riscaldamento del pianeta non dipende dagli uomini, ma da cause astronomiche”. Roberto Vacca, ingegnere, matematico, futurologo, saggista e scrittore, è stato il mattatore della prima giornata del Trevignano FilmFest. Nella sala  strapiena del cinema Palma, Vacca ha buttato un poderoso sasso nello stagno. “Ogni 100 mila anni – ha detto – si compie un ciclo completo, dall’era glaciale all’era interglaciale, in cui siamo adesso. Poi c’è un ciclo più piccolo, di circa 1000 anni. La Groenlandia quando venne conquistata dai norvegesi, era tutta una prateria. Poi s’è glacializzata e adesso i ghiacci si stanno sciogliendo. Quel decerebrato di Trump, per sbaglio, ha detto la cosa giusta”.

Dove invece Trump e prima Obama e Putin hanno torto marcio, è nella corsa all’ammodernamento delle armi atomiche. “Le hanno tutte loro, quelle in mano alla Corea del Nord sono un numero ridicolo – ha aggiunto il professore, oggi novantenne – Non c’è salvezza per l’umanità se non si arriva al disarmo totale”. Roberto Vacca era stato chiamato ad introdurre il documentario di Werner Herzog “Lo and Behold”, attorno a Internet, i suoi esordi, il suo presente, il suo futuro. “Internet è la più grande ricchezza che ci sia capitata – ha osservato il professore – ma la usiamo spesso per futili motivi. Il modo giusto andrebbe insegnato nelle scuole”.

Il Trevignano FilmFest è stato inaugurato dal sindaco Claudia Maciucchi che ha sottolineato come questa rassegna, giunta alla sesta edizione, stia dando lustro alla cittadina sul lago di Bracciano. Il presidente, Corrado Giustiniani, ha dato poi la parola a Fabio Ferzetti, direttore artistico, che ha osservato come quest’anno fosse inevitabile puntare molto anche sui documentari e il Festival, dopo quello di Herzog proiettato ieri e “Domani”, che è in programma oggi, ne presenterà domenica uno ancora non arrivato nelle sale: “Una scomoda verità 2”, che racconta la battaglia sul clima dell’ex presidente americano Al Gore. Oggi si parlerà di robot e anche di protesi avveniristiche. In serata, due autentiche chicche, “Okja”, che è un’esclusiva della nostra rassegna, storia di una ragazzina che lotta contro una multinazionale che le vuole sottrarre il suo gigantesco maiale, e il bellissimo “Il diritto di uccidere”.

Dopo il documentario di Herzog, il pubblico del Festival ha riempito ieri sera in ogni suo angolo la piazzetta del Cinema Palma per gustare un rinfresco offerto dal ristorante “Al Capannone” e dalle “Cantine Capitani” con l’accompagnamento musicale della band The Fireplaces, gruppo rock-folk veneto che con musica d’oltreoceano e strizzate d’occhio “alla Bruce Spriengsteen” ha acceso tutti i presenti, facendo ballare e cantare gli spettatori più scatenati.

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